di Maria Selvarolo*
Domenica 16 marzo 2025 si è riunito il Comitato Presidenti diocesani di Puglia e la Delegazione regionale, la sede dell’incontro è stata la Biblioteca Diocesana “S. Tommaso D’Aquino” di Andria.
Per la nostra associazione diocesana è stata da subito una gioia la notizia che questo incontro, aperto anche ai familiari di ciascun partecipante, si sarebbe svolto proprio ad Andria e, in più, in un posto a noi molto caro.
La bellezza di questa giornata è cominciata già da prima della giornata stessa con il pensare a come accogliere al meglio tutti gli amici che sarebbero arrivati da ogni parte della Puglia, bellezza che si è trasformata in gioia al momento dell’incontro. Sì, è un’emozione particolare quella degli arrivi, intravedere, già dall’interno degli abitacoli delle auto, volti sorridenti, magari stanchi per il viaggio a volte lungo, ma pieni dell’entusiasmo di chi ha scelto di essere lì, rispondendo al richiamo di un’appartenenza che si fa famiglia di famiglie quando la si vive in pienezza.
Gli incontri in AC sono sempre particolari, desiderati, vissuti con la passione associativa che ci caratterizza, generativi per lo slancio del contributo che ciascuno apporta. Le sollecitazioni all’ordine del giorno poste dalla Delegazione regionale attraverso il Delegato hanno messo in circolo una vivace attenzione e cura per i fratelli, per l’associazione, ma soprattutto per la Chiesa. Ciascuno si è espresso in maniera diversa, assecondando la propria indole e mettendo a frutto la sua esperienza, tutti perseguendo però lo stesso obiettivo e riconoscendosi in un unico modus vivendi, uno stile, quello associativo, che ci caratterizza da sempre.
È stato prezioso quanto abbiamo condiviso, ad ogni voce che si aggiungeva è come se si riuscisse a mettere a fuoco sempre di più l’idea che inizialmente era solo abbozzata. Ogni contributo ha rappresentato l’accrescimento di particolari che hanno reso il disegno iniziale sempre più nitido e reale, realizzabile insieme: da una parte il desiderio di dare il proprio apporto esprimendo le proprie idee, dall’altra il bisogno di ascoltare gli altri perché ritenuti preziosi e unici. Se ne esce arricchiti, più coraggiosi e pronti per affrontare le sfide quotidiane.
Che meraviglia l’opportunità di vivere insieme la celebrazione eucaristica: stupiti ancora una volta per la bellezza di una Parola sempre viva, spezzata sapientemente per noi dall’Assistente regionale, e nutriti dall’unico Pane capace di farci riconoscere, anche nel fratello che abbiamo accanto, la presenza del Signore Risorto.
Quanto importante e significativo diventa, in questa ottica, la condivisione del cibo, il momento di convivialità: il piacere dello stare insieme che si concretizza anche intorno ad una mensa imbandita, la fraternità delle chiacchiere attraverso le quali si approfondisce la conoscenza reciproca e, non da ultima, la scoperta di prodotti tipici del territorio.
Un’AC che si muove e che visita i territori diocesani è un’AC “in uscita” che fa di ciascuna diocesi la propria diocesi, che accorcia le distanze in una regione, come la nostra, che, avendo una conformazione geografica particolare, ci pone spesso davanti a questo problema.
È una fatica incontrarsi periodicamente perché a volte, anzi molto spesso, è complicato per un presidente diocesano riuscire ad incastrare, coordinare e coniugare gli impegni associativi con quelli di altro genere, ma questa fatica viene lautamente ricompensata. Ogni volta che per l’associazione si rinuncia a del tempo personale o al tempo da dedicare alla propria famiglia e ai propri figli ci si chiede se ne vale veramente la pena e la risposta è sempre sì, mille volte sì!
* presidente della diocesi di Andria











